Marco Palvetti: “Unwanted” è stata una bella prova di integrazione

L’etica e i suoi dilemmi s’intrecciano a tematiche tristemente attuali sul valore della vita e della solidarietà, nella nuova serie Sky Original «Unwanted – Ostaggi del mare», in esclusiva su Sky Atlantic ogni venerdì in prima serata, con due episodi a settimana, e in streaming su Now. Liberamente tratta dal libro inchiesta del giornalista sotto copertura Fabrizio Gatti «Bilal» (La Nave di Teseo), creata e scritta da Stefano Bises con la regia di Oliver Hirschbiegel, la serie affronta il tema dell’immigrazione raccontando due mondi che si scontrano nel momento in cui un gruppo di naufraghi africani viene tratto in salvo dalla “Orizzonte”, lussuosa nave da crociera in viaggio nel Mediterraneo guidata dal Capitano Arrigo Benedetti Valentini (Marco Bocci). La situazione conoscerà un crescendo di tensione tra i croceristi e i migranti, decisi a dirottare la nave dalla meta del Nord Africa.
Nel cast internazionale anche Marco Palvetti, noto come il boss Salvatore Conte di «Gomorra – La serie» e che qui veste i panni di Nicola, carabiniere casertano in vacanza con la moglie Diletta (Denise Capezza) e piuttosto diffidente verso i migranti.
«Il lavoro d’attore fatto su Nicola si basa sul pragmatismo più spicciolo – ci dice – essendo lui un agente delle forze dell’ordine che opera sulla strada, il suo problem solving lo porterà a prendere le distanze dall’idea dell’integrazione. Lo sentiremo deciso contro la possibilità di accogliere queste persone all’interno del proprio paese».
Si creerà infatti tra lui e Diletta, molto sensibile al destino dei bambini, un divario sulla questione dell’accoglienza…
«Sono due persone che si amano e stanno cercando di avere un figlio. Uno degli scopi principali della vita di Nicola è la famiglia ed il proposito di allargarla è un cammino comune, vissuto però in modo differente dai due. Gli eventi li porteranno ad affrontare le loro paure e i loro limiti, e soprattutto Nicola finirà per vedere le cose in modo diverso».
La serie si focalizza sul tema dei migranti, mostrando il punto di vista dei fuggitivi e quello dei croceristi. Che messaggio porta rispetto a questi fronti contrapposti? Il pregiudizio e il razzismo possono frenare la giusta soluzione di una problematica che ormai riguarda tutta l’Europa?
«Nella serie non si pretende di insegnare qualcosa, ma di mostrare certe realtà. Gatti ha fatto il viaggio col nome Bilal sulla strada dei clandestini e, pur di portare delle testimonianze, è passato attraverso mille peripezie raccontandole con gli occhi di un bambino e la consapevolezza di far vedere tutto un altro mondo per rendere migliore quello in cui viviamo. Razzismo e pregiudizi sono muri invisibili dietro altri visibili, che ci inducono a percepire come un pericolo ciò che non conosciamo, quindi lo straniero. Oggi abbiamo la possibilità di essere costantemente informati grazie ad una maggiore conoscenza delle lingue, che dà la possibilità di comunicare con gli altri, capire come funziona il loro pensiero, entrare nella loro cultura. Bisogna però volerlo fermamente, e purtroppo all’interno della nostra società pare non ci sia tempo da dedicare all’integrazione».
A proposito di lingue, “Unwanted” è girata con un cast multiculturale in inglese, italiano, tedesco, francese e dialetti africani. Che esperienza è stata lavorare in un set di questo tipo?
«Si è trattato di un’esperienza che rimarrà uno dei pilastri della mia vita, perché mi ha messo nella condizione di diventare un attore internazionale. Non parlavo quasi mai in italiano, e questo ha dato un valore aggiunto al mio lavoro, oltre alla possibilità di studiare altri idiomi. Tutto ciò fa comprendere la grandezza del progetto, del suo essere stato già in sé una prova d’integrazione».
Prodotta daSky Studios con Pantaleon Films e Indiana Production, la serie televisiva ha nel cast anche Jessica Schwarz, Cecilia Dazzi, Francesco Acquaroli e l’attore reggino Massimo De Lorenzo.

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