Salvini e Santanché, in Aula le mozioni di sfiducia: il centrodestra serra i ranghi e “precetta” i parlamentari (per respingerle con ampia maggioranza)

Una maggioranza presente ma silenziosa. Così il centrodestra si schiererà in Aula nelle prossime ore per far fronte ai due giorni di tensione che attendono il governo, alle prese tra palazzo Madama e Montecitorio con le mozioni di sfiducia per i ministri Matteo Salvini e Daniela Santanché.

«Non c’è margine d’errore» è l’indicazione offerta dai fedelissimi di Giorgia Meloni, sicuri che tutto terminerà senza particolari conseguenze per l’esecutivo. A patto però che i parlamentari, sottosegretari e ministri seguano il diktat di non lasciare scranni vuoti rimbalzato sulle chat dei partiti di maggioranza, con tanto di alert su eventuali sedute in notturna. 

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Le mozioni di sfiducia

Salvo sorprese dell’ultimo minuto le uniche assenze, già preventivate, saranno proprio quelle dei due senatori sfiduciati dalla minoranza. Né Salvini né Santanché saranno infatti al proprio posto per partecipare alla discussione che da un lato vede il leader della Lega chiamato a rispondere per i rapporti mai interrotti tra il Carroccio e il partito di Vladimir Putin “Russia Unita”, e dall’altro la ministra del Turismo accusata di truffa aggravata nei confronti dell’Inps per una presunta gestione irregolare della cassa integrazione in deroga Covid.

Santanché già si è difesa in Senato l’estate scorsa, e quindi ha reputato non necessario ribadire il punto.

«Per la nostra Costituzione fino all’esito definitivo dei tre gradi di giudizio nessuno può essere considerato colpevole», ha detto nei giorni scorsi: «Tuttavia, in sede politica, dopo la decisione del Gup, per rispetto del Governo e del mio partito, farò una seria e cosciente valutazione di questa vicenda che è comunque antecedente alla mia nomina a ministro». Almeno per ora però lo spettro di un rimpasto di governo – al netto di nuovi sviluppi dell’inchiesta che potrebbero pesare sulla campagna elettorale per le Europee di giugno – appare piuttosto lontano. In altri termini ai vertici dell’esecutivo si ostenta serenità. Anche per quanto riguarda il vicepremier Salvini che nelle scorse ore ha chiarito come il rapporto contestato dall’opposizione tra il partito e i putiniani russi, sia da considerarsi annullato nel momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina.

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